Il barese Ivan Iusco fa parte di quella schiera di compositori per il cinema che va tenuto particolarmente d’occhio. I suoi successi arrivano quasi in punta di piedi e conquistano un posto non sempre facilmente individuabile nel panorama musicale del grande schermo; questo potrebbe essere un’ arma a doppio taglio, ma francamente ritengo sia un bene. In questa intervista viene fuori la passione di Ivan per questo artigianato della musica, non libero da ostacoli e condizionamenti, ma che costituiscono il sale e il pepe di un mestiere che riserva continue sorprese soprattutto da parte di chi, come il mio conterraneo Ivan, tenta spesso nuove strade.
ColonneSonore: Quali difficoltà hai riscontrato alla tua prima esperienza di compositore di musica per film?
Ivan Iusco: Nel 1998, fui contattato dal regista siciliano Mariano Equizzi per realizzare le musiche del suo mediometraggio Syrena. Cominciavo finalmente ad avvicinarmi al lavoro che avevo da sempre sognato, constatando che la mia immaginazione in questo senso si era accostata tantissimo ad alcune dinamiche reali. Fu un vero e proprio banco di prova che affrontai in modo estremamente naturale. L’unica difficoltà oggettiva fu scontrarsi con il poco tempo a disposizione, caratteristica comune a quasi tutte le produzioni cinematografiche. Ma mi abituai subito a quest’idea, infatti, per il film successivo La capagira di Alessandro Piva, composi le musiche in poco più di venti giorni.