Ai limiti della sonorizzazione… la sperimentazione!

“Berlin after 20”, l’appuntamento più discusso della rassegna Time Zones.
In parecchi non dimenticheranno cosa è accaduto sabato sera 21 novembre 2009, nell’Auditorium Vallisa di Bari Vecchia, una delle location della rassegna Time Zones – Sulle vie delle musiche possibili, che dedica l’intera edizione 2009 alla musica per film e ai suoi compositori.
Ma chi si aspettava la musica per film, o una sonorizzazione classica è rimasto deluso. Non solo, in parecchi sono andati via dopo mezzora, alcuni dopo venti minuti, altri hanno resistito fino all’ultimo ma quasi per curiosità, altri ancora, come me, per capire.

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Nine Rain rimusicano Eisenstein

Venerdì 6 novembre 2009, si è tenuto il secondo incontro della rassegna Time Zones – Sulla via delle musiche possibili, quest’anno interamente dedicata alla musica del cinema. Dopo quella della pianista Eri Yamamoto per il film del 1932 I Was Born But del cineasta giapponese Yasujiro Ozu, anche questa volta un esperimento di sonorizzazione: i Nine Rain, collettivo con il musicista americano Steven Brown (già elemento dei Tuxedomoon), Nikolas Klau, Josè Luis Dominguez, Daniel Aspuru, Oxama e Alejandro Herrera, hanno rimusicato il film Que viva Mexico del grande maestro russo Sergeij Eisenstein.

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Time Zones 2009

In una delle prime vere fredde serate dell’autunno 2009, ha preso il via a Bari la XXIV edizione di TIMEZONES – Sulla via delle musiche possibili (www.timezones.it), rassegna tra le più ricche ed interessanti del capoluogo pugliese. Il programma di quest’anno si intitola La musica nel cinema – sonorizzazioni, scores, soundtracks ed ha immediatamente attirato la nostra vorace attenzione, mai sazia, per ogni iniziativa che proponga un tributo alla musica della settima arte.

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Levante International Film Festival

Grande inaugurazione serale, sabato 7 novembre 2009 presso la Cattedrale di San Sabino nella città vecchia di Bari, del LEVANTE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL. Per l’occasione, si è esibita l’Orchestra Giovanile del Conservatorio “Niccolo Piccinni” di Bari.

L’orchestra diretta dal M° Giuseppe Pannarale, ha eseguito un ricchissimo e notevole programma di musiche da film composte da Rota, Morricone e Piovani. Suite da La strada, Il gattopardo, Boccaccio 70, La dolce vita, La vita è bella, Per un pugno di dollari, C’era una volta il west, Il buono, il brutto, il cattivo, La leggenda del pianista sull’oceano, C‘era una volta in America, Giù la testa, Il padrino, Amarcord e Otto e mezzo hanno fatto risuonare la chiesa di musiche mai abbastanza eseguite in questa città. Qualche sbavatura di inesperienza dovuta alla giovanissima età degli esecutori è stata resa innocua dallo spessore del programma musicale e dalla viva partecipazione della platea presente, ben consapevole della rarità dell’evento cui assisteva.

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Ivan Iusco: la consapevolezza di un mestiere

Il barese Ivan Iusco fa parte di quella schiera di compositori per il cinema che va tenuto particolarmente d’occhio. I suoi successi arrivano quasi in punta di piedi e conquistano un posto non sempre facilmente individuabile nel panorama musicale del grande schermo; questo potrebbe essere un’ arma a doppio taglio, ma francamente ritengo sia un bene.
In questa intervista viene fuori la passione di Ivan per questo artigianato della musica, non libero da ostacoli e condizionamenti, ma che costituiscono il sale e il pepe di un mestiere che riserva continue sorprese soprattutto da parte di chi, come il mio conterraneo Ivan, tenta spesso nuove strade.

ColonneSonore: Quali difficoltà hai riscontrato alla tua prima esperienza di compositore di musica per film?

Ivan Iusco: Nel 1998, fui contattato dal regista siciliano Mariano Equizzi per realizzare le musiche del suo mediometraggio Syrena. Cominciavo finalmente ad avvicinarmi al lavoro che avevo da sempre sognato, constatando che la mia immaginazione in questo senso si era accostata tantissimo ad alcune dinamiche reali.
 Fu un vero e proprio banco di prova che affrontai in modo estremamente naturale. L’unica difficoltà oggettiva fu scontrarsi con il poco tempo a disposizione, caratteristica comune a quasi tutte le produzioni cinematografiche. Ma mi abituai subito a quest’idea, infatti, per il film successivo La capagira di Alessandro Piva, composi le musiche in poco più di venti giorni.

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Nicola Scardicchio, illustre “sconosciuto”

Incontro finalmente Nicola Scardicchio, in un’aula del conservatorio di Bari. È appena tornato da un concerto che ha diretto presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Questa è la sintesi di una piacevolissima “chiacchierata-fiume” che ha spaziato su tanti argomenti non solo cinemusicali, dai quali è emerso il compositore, il direttore d’orchestra e l’appassionato docente di storia della musica, ma soprattutto una persona simpatica e schietta. 
 Per chi non conoscesse il M° Nicola Scardicchio, rimando alla pagina di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Scardicchio), pubblicata su autorizzazione del nostro, e dalla quale vengono fuori una formazione e una carriera costellate da nomi illustri come Raffaele Gervasio, Leonard Bernstein, Gian Francesco Malipiero, Bruno Maderna, Luciano Berio, Arturo Benedetto Michelangeli, Maria Callas, Renata Tebaldi e ancora Pasolini, Moravia, De Chirico, Visconti, solo per fermarsi qui. Ma primo tra tutti il suo maestro, e non solo di musica, Nino Rota.

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Italia Film Fest – prima edizione

Difficile fare già delle valutazioni obiettive, l’esperienza è ancora calda, ma di sicuro si sta parlando di un grande successo, e non solo di pubblico; la mia città, per quanto attiva nell’organizzazione e ricezione di grandi eventi, non è affatto abituata a sentirsi, anche solo per una settimana, “capitale” del cinema italiano. Invece è stato proprio così. Una settimana indimenticabile per un festival che nasce “adulto”; niente di tutto ciò era mai stato organizzato nel capoluogo pugliese, se non un’altra manifestazione di successo, vent’anni fa, ovvero l’edizione 1988 di “Europacinema”. Guarda caso, entrambe sotto la meticolosa direzione del barese Felice Laudadio, che, tra le altre cose, è direttore artistico e ideatore della Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma; questa volta, per la prima edizione di “ItaliaFilmFest – Per il cinema italiano” è stato fondamentale il contributo organizzativo della Apulia Film Commission, organismo che in due anni di vita si è imposto come realtà che sta facendo la differenza in una regione dalle grandi ambizioni cinematografiche.

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Il linguaggio della musica da film

Nella suggestiva atmosfera serale di una grande sala del castello federiciano di Sannicandro, comune dell’interland barese, si è svolto il workshop “Il linguaggio della musica da film”, quinto appuntamento della rassegna “Le Porte dell’Occidente”, progetto di residenza teatrale del gruppo musicale Radiodervish. Il seminario, articolato in due giorni, è stato tenuto da due protagonisti della musica cinematografica italiana: Pasquale Catalano, compositore napoletano fattosi meritatamente largo nella musica da film nostrana grazie al film di Paolo Sorrentino Le conseguenze dell’amore (2003), e Giovanni Guardi, music supervisor e responsabile delle edizioni musicali per Radiofandango.

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Bagno di folla per i Marlene Kuntz

Pubblico in delirio la sera dell’8 marzo al Palatour Perla di Bitritto (Ba), scenario dell’unica data in Puglia dei Marlene Kuntz, gruppo storico del rock italiano attualmente in tournèe per promuovere l’album “Uno”, ultima fatica discografica di Cristiano Godano (chitarra e voce), Riccardo Tesio (chitarra), e Luca Bergia (batteria e voce), coadiuvati da David Arneodo (piano, violino, percussioni e voce) e Luca Saporiti (basso).

Il concerto è iniziato con un testo pre-registrato: la voce di Cristiano Godano, autore dei testi, e una sua riflessione, contenuta “sotto pelle” nelle sue canzoni. C’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’amore, capace di alimentare enormi passioni ma anche enormi catastrofi in cui ci si perde, soprattutto quando ci si è convinti che il numero giusto sia il “due”, la coppia, mentre l’unico vero numero importante è l’”uno”, l’individuo, e la sua capacità, anche nell’amore, di mantenere l’equilibrio su se stesso, arrivando a “fingere veramente”.

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Bari saluta Time Zones 2007

Lunga e densa la serata conclusiva della rassegna “Time Zones 2007”, tenutasi al Royal il 29 novembre, che, anche per questa ventiduesima edizione ha confermanto la volontà di portare a Bari le proposte musicali più anticommerciali e di frontiera del pianeta. Una vera e propria filosofia culturale, nella quale gli artisti invitati si sono inseriti perfettamente. La serata è stata introdotta dalla proiezione di “Manifesto, meglio dire manifestavo” di Nico Cirasola, un documentario che ricorda i tragici fatti del 1977, “anno nero” nella storia di Bari, culminati con la morte di Benedetto Petrone. Immagini, quelle di Cirasola, che raccontano una Bari lontana, centro attivo delle contestazioni politico-sociali nazionali degli anni ‘70. Ciò che ha stupito piu d’uno è stato vedere la partecipazione plebiscitaria che esisteva allora a in città, per manifestazioni di quel genere, ma che oggi ci si aspetterebbe solo in città come Roma o Milano.

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