L’apparente semplicità di questo disco è fuorviante, gli arrangiamenti si distendono lenti e pensosi come lunghe pennellate, pennellate di violini sovraincisi, voci lievi armonizzate e non. A proprosito, si tratta di vocalità sottili e cori quasi sonnolenti.
Il mondo acustico di questo lavoro è al tempo stesso profondo e immediato, quasi impone uno stato d’animo nel quale immergersi come in un mare caldo, in cui lasciarsi trasportare dalle chitarre acustiche e dai violini, sempre presenti in ogni brano. E forse è proprio grazie a queste atmosfere che Corrado Nuccini e Emanuele Reverberi tradiscono un’aspirazione da colonna sonora, che non solo è un complimento, ma dà la possibilità di asserire che l’aspirazione è perfettamente riuscita.
Le difese – Vessel