Ogni colonna sonora è come l’atmosfera che circonda un pianeta fatto di immagini e storie; insieme costituiscono un sistema di scambio continuo, perfetto, finito, autosufficiente: ne nasce un mondo. A volta capita che siffatti mondi, motivati da qualche affinità, si avvicinino tra loro, entrino in contatto e si impregnino l’uno dell’altro, quasi passandosi un testimone che va avanti nel tempo, come se si trattasse di una qualche verità condivisa, superiore, convincente.
Milano odia, la polizia non può sparare